Nonostante le sciocchezze che insistono a raccontarci a media unificati, i “rifiuti” non sono un problema tecnologico, bensì organizzativo e culturale. Oltre 2000 Comuni secondo i dati ufficiali del Rapporto Apat-ONR1, in Italia hanno superato il 50% di raccolta differenziata: con forme di selezione spinta. È il solo sistema per raggiungere risultati utili per l’ambiente e al tempo stesso avere tariffe sotto controllo, e viene comunemente definito sistema porta a porta.
Funziona benissimo anche a Colli Aniene, un popoloso quartiere di Roma, in pochi mesi stabilmente oltre il 60% di raccolta differenziata (non ci credeva nessuno).
Molti di questi Comuni stanno superando il 70% in uno, due anni di tempo, proprio i tempi che per la cosiddetta “emergenza” si vorrebbero spendere per aprire discariche e inceneritori in Campania, a costi neppure lontanamente paragonabili. Forse il problema è proprio questo. Evidenziamoli questi costi, e riflettiamo quando il prossimo servizio Rai o Mediaset cercherà di convincerci del contrario, utilizzando terminologia ingannevole come “termovalorizzatori”, e senza (mai) addurre motivazioni, dati, costi-benefici.
Uno studio dell’Università Bocconi del 2005 (noti idealisti quelli della Bocconi) ha dimostrato che il costo di 1 MWh prodotto da un medio impianto idroelettrico è pari a 66 euro, che scende a 63 se viene prodotto dall’eolico; sale a 121 se prodotto da biomasse e arriva a 280 se si tratta di fotovoltaico.
L’incenerimento di rifiuti solidi urbani con il cosiddetto “recupero energetico”, senza considerare il costo di gestione e trattamento dei rifiuti prima che arrivino all’inceneritore, è di 228 euro a MWh (senza considerare i danni alla salute umana causati dalle nanoparticelle per le quali al mondo non esistono filtri al di sotto dei 2,5micron, tralasciando gli inquinanti organici come diossine furani e pcb che sono bioaccumulabili, ed entrano nella catena alimentare).
Gli “esperti-rassicuratori”, gli ultimi pervenuti, i tuttologi, i giornalisti che non verificano… coloro che vediamo in televisione quando parlano a favore di impianti di incenerimento, fanno confronti fra inceneritore e discarica tal quale: è un trucco troppo vecchio. E non parlano mai delle discariche per le ceneri di questi impianti. I raffronti che abbiano senso, vanno fatti fra inceneritore e riciclaggio/compostaggio. Valutati dalla Comunità europea, i soli Costi Esterni (che la collettività paga indirettamente come incidenti, impoverimento del suolo e costi sanitari) assommano a: 44 euro a tonnellata per incenerimento e da 13 a 21 euro a tonn per la discarica (a seconda se si recupera il biogas).
Un medio calcolo dei sussidi via Enel a inceneritori e processamento di scorie petrolifere, assomma a 40 euro a tonnellata. Altri arrivano a 70 addirittura. Come denunciato dalla X Commissione Attività Produttive della Camera già nel novembre del 2003. Per vedere dove finisce tuttora l’80% dei soldi richiestici in bolletta Enel col Comparto A3 per “sviluppare le energie rinnovabili”, calpestando la direttiva 2001/77/CE, vedasi questo informatissimo articolo.
I sussidi Conai utilizzati per la combustione degli imballaggi aggiungono a questi costi intollerabili 5 euro a tonnellata. Solo in Italia si è parificato il recupero di materia col recupero di energia, anche se per qualsiasi analisi del ciclo di vita dei prodotto, è una sciocchezza conclamata.
Ma non è tutto. C’è infatti un altro grande paradosso: secondo i dati ufficiali della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, gli inceneritori emettono, a parità di energia prodotta, più anidride carbonica rispetto alla media delle altre fonti energetiche [vedasi tabella a seguire]. Questo significa che gli incentivi destinati in teoria alle fonti rinnovabili - che hanno emissioni nulle di CO2 - contribuiscono in realtà ad aumentare le emissioni, allontanandoci dal rispetto delle scadenze e degli impegni sulla carta del Protocollo di Kyoto.
Quanta Co2 si emette per produrre un Kwh?
940 grammi per incenerimento di Rsu;
370 grammi per impianti a gas ciclo combinato;
0 grammi per eolico e fotovoltatico, proprio le energie derubate dei sussidi che spettano, stante l’assimilazione solo italiana di queste fonti all’incenerimento.
L’Italia sarà costretta a comprare crediti di emissione, che hanno raggiunto la media di 15-20 euro a tonnellata di Co2 equivalente.
Dopo questi dati ci sarà ancora qualcuno favorevole all’incenerimento, certo.
Peccato che per uscire dall’”emergenza” (consiglio a chi usa questo termine di consultare un vocabolario, se riferito alla Campania: il disastro perdura da 15 anni), l’incenerimento non serve assolutamente a nulla. La prima cosa da fare in Campania, è la separazione degli scarti organici dal resto, per farne compostaggio domestico o industriale. Gli scarti organici, i residui di cibo, gli sfalci del prato, sono almeno il 30% degli scarti di ogni persona. Molto di più per le attività produttive come supermercati, fruttivendoli, ristoranti, alberghi etc.
Chi agisce o parla a favore di una tecnologia insensata come l’incenerimento, o non sa di cosa parla, o è contiguo ad un sistema di potere che dal 1992, via Enel, ha derubato gli italiani per ottenere utili privati con sussidi pubblici per almeno 53 miliardi di euro.
Cosa fare di quanto avanza dalla raccolta differenziata allora?
È sostanza per almeno un altro articolo, ma in breve si può dire quanto segue.
Oltre ai trattamenti a freddo utilizzati in tutta Europa, in Italia opera il Centro di riciclo Vedelago, a Treviso, e raggiunge il 99% di recupero. Con lo “scarto secco” formato in gran parte da plastiche di vario genere, produce e vende una sabbiella per l’industria.
Nel mio sito alla sezione video trovate anche questo. Un solo centro del genere, è in grado di lavorare gli scarti (senza organico) di un milione di abitanti, prevenendo la creazione di combustibile destinato all’incenerimento (che per il Centro era un costo diretto, e indiretto per la collettività. Prima pagavano per smaltire, adesso vendono un prodotto).
Un altro impianto simile a Vedelago, con 14 Comuni partner di un investimento da pochi milioni di euro, poco più di 5 a seconda delle dimensioni, è in avvio nel nord della Sardegna, e un altro a sud di Roma (Colleferro).
Per vedere cosa si vuole fare in Campania, sprecando altre centinaia di milioni di euro e continuando a devastare una regione già martoriata, non avete che da accendere la televisione.
Roberto Pirani, esperto in gestione e riduzione materiali post utilizzo.
www.buonsenso.info
Tratto da: http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8847
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Movimento Campano Per Rifiuti Zero e Rete Italiana Rifiuti Zero
Ospitano il
V DIALOGO ZERO WASTE INTERNATIONAL
NAPOLI – 18/21 Febbraio 2009
Zero Waste International Dialog 2009 rappresenta un grande evento e nasce da una sfida voluta dalle realtà italiane e campane, in sintonia con la Zero Waste International Alliance e la Global Alliance for Incinerator Alternatives.
Da tutto il mondo, arriveranno a Napoli delegazioni di amministratori, pubblici funzionari e consulenti, nonché attivisti e comunità in lotta impegnati a promuovere e in molti casi ad implementare la strategia rifiuti zero parlando e diffondendo le “migliori pratiche” di riduzione, di riuso, di riciclo, di “responsabilità estesa ai produttori” e di “economie di comunità’” basate sulla riparazione-riuso dei beni e sul recupero di materiali.
Ma gli esperti e gli attivisti parleranno anche di come risolvere la crisi campana evitando inceneritori e discariche (e facendo anche i conti con l’eredità “tossica” di Bassolino e dell’ intera classe dirigente, di centro destra come di centro sinistra), rappresentata dalla vergogna di alcuni milioni di tonnellate di “eco-balle” ed un territorio avvelenato, sacrificato agli interessi di banche ed industrie legate al business dell’incenerimento.
La “tragedia di Napoli e della Campania” - tuttora in corso nonostante le falsificazioni mediatiche, l’insopportabile militarizzazione del territorio, l’uso di leggi speciali, la criminalizzazione del dissenso, il segreto di stato sugli impianti civili per la produzione di energia - deve diventare una grande opportunità per una svolta radicale a favore dell’assunzione della strategia rifiuti zero.
Grandi metropoli internazionali come San Francisco, Buenos Aires e Los Angeles lo hanno fatto, perché non farlo a Napoli?
In breve, Zero Waste International Dialog 2009 sarà sicuramente un evento che lascerà un segno importante per tutti quelli che ritengono che l’adozione della strategia Rifiuti Zero sia un primo passo per una società in crisi che deve ripensare un cambiamento globale dell' attuale sistema di produzione e di consumo, di valori e stili di vita, privilegiando il benessere della collettività, le opportunità occupazionali, l' equità sociale, il rispetto dell'ecosistema che ci ospita.
L'evento si svolgerà in sale convegno di istituti scolastici del centro storico di Napoli:
Sala Convegno Ist. Superiore Casanova: Piaz.tta Casanova, 4 (via S. Sebastiano)
Sala Accoglienza Valeriano: - Piazza del Gesù
Sala Teatro del Convitto Vittorio EmanueleII ( per il mondo della Scuola) - Piazza Dante
L’accesso al convegno internazionale è possibile previa iscrizione gratuita ad: ambientefuturo@interfree.it
L’accesso alle altre sale è libero e gratuito
Info:
mario diabolik61@virgilio.it 3887460974 ; roberto sendibed@gmail.com 333-3750202
Sala Convegno Ist. Superiore Casanova: Piaz.tta Casanova, 4 (via S. Sebastiano)
Le quattro giornate del convegno internazionale prevedono un programma fitto di relatori che illustreranno i resoconti regionali sulle politiche, pratiche ed infrastrutture di zerowaste, realizzate dalle comunità in tutto il mondo e in Italia e, nella sua fase conclusiva, si esamineranno cause, degenerazioni e possibili risoluzioni del problema campano e della metropoli napoletana.
Sala Accoglienza Valeriano: c/o - Piazza del Gesù
Punto d’ascolto e diretta in streaming del convegno internazionale. Pannelli didattici, videoproiezioni, performance teatrali e mostre d’arte saranno validi strumenti alternativi per la diffusione di un’informazione dettagliata, comprovata e veritiera, oltre le servili strumentalizzazioni dei media ufficiali.
Sala Teatro del Convitto Vittorio Emanuele II per il mondo della scuola: Piazza Dante
Punto d’ ascolto e diretta in streaming del convegno internazionale, occasione d’ incontro e confronto tra popolazione attiva e mondo della scuola. In sala Giovedì 19 mattina: incontro con due relatori del convegno, rappresentativi del terzo mondo e del mondo industrializzato. Venerdì 20: il prof. Connett conferirà sulla strategia Rifiuti Zero per il 2020.
Manifestazione Internazionale
venerdì 20 alle ore 17 da p.zza del Gesù
Per un piano Rifiuti Zero anche a Napoli ed in Campania, concordato con gli esperti internazionali e mirato ad attivare la strategia rifiuti zero senza inceneritori e discariche.
Assemblea del Movimento Rifiuti Zero Italiano Domenica 22 ore 9.30 a 14 Convitto. Naz. Vitt.Em.II P.zzza Dante
Per tutti i cittadini sensibili, per le realtà campane attive sul territorio, unite nel Movimento Campano Per Rifiuti Zero, che intendono confrontarsi su modalità e tempi delle prossime azioni condivise e la promozione di campagne, iniziative e collegamenti con altri movimenti di resistenza sociale che lottano per Rifiuti Zero e la difesa dei beni comuni.
PER INFO E PROGRAMMA
www.zwia09.info
Ricevo e Pubblico
ANCORA UNA VOLTA:
ERRORI AI DANNI DEI CITTADINI!!!
Ormai è chiaro: si sta verificando una vera e propria espropriazione dei Beni Comuni, in primis dell'acqua.
I cittadini devono sapere che privatizzando i servizi pubblici saranno in
balia totale di quanto verrà deciso ,in piena libertà, dai potenti
e dagli affaristi. Dimostrazione ne sia quanto sta accadendo in questi
giorni in tutt'Italia.
Ad esempio in Campania l'ATO3, comprendente 76 Comuni dell'area vesuviano-sarnese, la cui gestione dell'acqua è stata già privatizzata, affidandola alla GORI Spa (con capofila Acea e Suez), la conseguenza è stata che i cittadini dal 1° gennaio 2009 stanno ricevendo bollette pazze, con aumenti spropositati, retroattivi, senza che sia stata eseguita la lettura del contatore ma basandosi su consumi presunti, e che lo stesso gestore dichiara spesso errati e/o riverificabili.
"Prima paghi, poi si vedrà…",
questo è quanto agli sportelli della Gori SpA i cittadini che reclamano si sentono dire in questi giorni.
Alla richiesta di pagamento della depurazione, anche laddove non vi siano impianti o gli impianti siano inattivi, la Corte Costituzionale, con la sentenza 335/08,
ha imposto alla GORI SpA di restituire ai cittadini le somme non dovute.
I cittadini dell'area vesuviana ricevono acqua con quantità di fluoro oltre i limiti consentiti dalla Comunità Europea; acqua resa potabile, di anno in anno, solo a seguito di deroghe ministeriali e regionale. Acqua in deroga quindi verrà erogata, ancora e per tutto il 2009.
Questo è solo un esempio di ciò che si rischia con la privatizzazione dei Beni Comuni(acqua,istruzione,sanità,rifiuti…).
NOI NON CI STIAMO E NON CI STAREMO MAI!!!
L'ACQUA è UN BENE DI TUTTI DI CUI NON SI PUO' FARE A MENO – E NON MERCE SU CUI LUCRARE.
L'ACQUA è VITA, NESSUNO DEVE RESTARNE SENZA, ANCHE QUANDO HA DIFFICOLTA' A PAGARE.
Questo è quanto affermano i molti Comitati Cittadini presenti sui territori.
Comitati che numerosi, e quotidianamente, vanno a costituirsi.
Ma non solo.
A seguito :
- del passaggio al nuovo gestore – mai comunicato all'utenza
(che si vedrebbe costretta a pagare ad un gestore non scelto),
- della mancata comunicazione degli aumenti da parte della GORI SpA,
- dei pagamenti delle bollette SENZA LETTURA bensì su presunti consumi,
- del gestore che varia lo statuto senza comunicarlo a Enti e utenti, se non con molto ritardo e sul proprio sito,
- del Presidente dell'Assemblea di ATO3 che convoca la Conferenza dell'Ente d'Ambito senza comunicarlo a tutti i Sindaci ( ovvero alla parte pubblica che dovrebbe controllare il gestore).
ORMAI È' CHIARO:
il sistema idrico gestito da SpA miste (pubblico-privato) è
a vantaggio solo dei soci privati, con scelte poco trasparenti in merito a
piani industriali, bilanci e tariffe.
I Sindaci e gli Enti Locali siano al fianco dei cittadini e non del gestore
del servizio idrico !!!
Il 14 gennaio scorso Alfonsina De Felice ha rassegnato le sue dimissioni da Presidente dell'Ente d'Ambito 3, ma ciò non è risolutivo. Si dimetta tutto il CdA dell'ATO3 campano perché ha dimostrato la sua inefficienza!
Per quanto riguarda ATO2 Campania,
nel prendere atto delle parole del nuovo Assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Realfonzo, espressosi pubblicamente a favore della gestione pubblica dell'acqua - sul Corriere della Sera del 17 gennaio u.s., il Coordinamento Regionale chiede al su menzionato Assessore di far seguire alle sue parole la richiesta di convocazione immediata dell'Assemblea dei Sindaci di ATO2 – praticamente ferma al ritiro della delibera sulla privatizzazione avvenuto il 30 gennaio 2006. In quella unica sede competente si deliberi la gestione totalmente pubblica del servizio idrico integrato, attraverso la costituzione di un'azienda speciale pubblica senza fini di lucro, e non di una SpA.
SOLO COSÌ SI SOSTIENE LA GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA,
contrariamente a quanto vorrebbe la
legge 133/'08-art. 23bis,comma1- che ha dato il via alla privatizzazione, oltre che
dell'istruzione, anche dell'acqua - che sino ad ora era fuori dalle regole di mercato.
La nostra vera forza saranno le molte iniziative attuate e/o che attueremo - sia a livello territoriale che nazionale e internazionale. Non a caso la proposta LIP (Legge d'Iniziativa Popolare) ha ricevuto consensi da 407mila cittadini a favore
della gestione pubblica e partecipata dell'acqua. Grazie anche al
Forum italiano dei Movimenti per l'acqua (www.acquabenecomune.org) che vede insieme centinaia di Comitati, Associazioni, realtà locali,artisti, singoli cittadini, ovvero il "popolo dell'acqua" che ancora una volta dice:
NO ALLA MERCIFICAZIONE DELL'ACQUA E DEI BENI COMUNI!!!
Campania, 21 Gennaio 2009
Coordinamento Regionale Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua
RICEVO E PUBBLICO
> CONFERENZA STAMPA - 24 GENNAIO 2009 - ROMA
>
> L´Enel chiamata in giudizio da "Diritto al Futuro"
> Gli inceneritori non producono energia rinnovabile
> Lo sancisce una disposizione dell´Unione Europea
> Ogni utente italiano paga un sovrapprezzo del 7%
>
> Sabato 24 gennaio, alle ore 11 30 nella sala della Pace di Palazzo
Valentini,
> sede della Provincia di Roma, L'Associazione Diritto al Futuro indice una
> conferenza stampa per presentare la vertenza legale promossa, a nome dei
> cittadini utenti, nei confronti del gestore della rete elettrica.
>
> Presenti i componenti del Direttivo, i legali dell´Associazione e il Prof.
> Paul Connett (Rete Nazionale Rifiuti Zero, Global Alliance Incinerator
> Alternative).
>
> Info: Associazione Diritto al Futuro - cell. 338 2866215
>
> Ufficio stampa
> Tel. 349 7225825 - 328 2928437
> ufficiostampa@dirittoalfuturo.it
>
> VI INFORMEREMO SULLE INIZIATIVE LOCALI A SOSTEGNO DELL'INIZIATIVA, E SUI
> LUOGHI DOVE POTETE RECARVI PER ADERIRE ANCHE VOI ALLA VERTENZA.
>
Insonni riflessioni per dormienti e dormiglioni
Vivere senza distruggere e senza uccidere si può. Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi
di
Alessandro Rizzato
Questa notte non riuscivo a dormire. Ho acceso la radio, era quasi l’alba. Mi sono sintonizzato sulla radio del Sole 24 Ore perché avevo voglia di compagnia e lì c’era gente che parlava.. Insomma, neanche a farlo apposta mi sono trovato ad ascoltare un radio-documentario sul petrolio, le sue origini, i suoi usi, i suoi effetti. In particolare si faceva riferimento al
picco del petrolio, al fatto che le risorse si stanno esaurendo, i costi per produrlo aumentano costantemente, ma in ogni caso per un po’ di anni si andrà avanti ancora...
Si continuerà a inquinare a ritmi crescenti, si continueranno a riempire le discariche, si continuerà a produrre oggetti usa e getta, a spostarsi in bare ambulanti sempre più veloci e così via...
E, come al solito, mi è andato il sangue alla testa. Ah, come vorrei essere un cinico. E invece io ancora mi indigno!
“Com’è possibile?!!” Mi sono detto. Questa è la radio del Sole 24 Ore, non del WWF o di Greenpeace.
E persino qui si parla di picco del petrolio e di inquinamento insostenibile. Lo dice il nuovo presidente degli Stati Uniti, lo dice l’Europa, lo dicono gli scienziati, lo dicono le tempeste di pioggia che ci stanno sommergendo in questi giorni.
Eppure... Eppure noi italiani continuiamo a non fare niente!! E non mi riferisco alla classe politica, perché quella è una causa persa. Ma mi riferisco a noi popolo!
Scrivo su un giornale che si occupa di ecologia e ambiente. Voi lo sapete perché lo state leggendo in questo momento. In home page c’è da mesi un banner di una società che propone di consumare solo energia rinnovabile.
Ciò significa che quando torno a casa e accendo la luce non incremento la devastazione del mio pianeta, non finanzio le guerre in medio-oriente, non faccio sciogliere i poli.
Lampade a basso consumo
Accendo la luce e non faccio danni. Certo, la prima cosa che un cittadino deve fare è abbattere gli sprechi e i consumi inutili. Su questo non si discute. Ma fatto ciò, sapere che i consumi residui – che sono comunque alti – non vengono fatti con energie fossili, ma rinnovabili è una bella consolazione.
Eppure molti miei amici, molti miei conoscenti, molti miei parenti, pur lodando e ammirando iniziative come questa (e ce ne sono molte altre analoghe), pur indignandosi per l’inquinamento e lamentandosi con i politici, un click per cambiare gestore di energia elettrica non lo fanno.
Trenta euro per sostituire le lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo (che fanno anche risparmiare molti euro in bolletta), non li spendono. Certo, poi si lamentano che non riescono ad arrivare alla quarta settimana. Ma agire con coscienza no, questo mai.
Cosa dobbiamo fare? Come possiamo convincere le persone che con piccoli gesti si possono ottenere grandi risultati? Come possiamo affrontare la pigrizia mentale in cui l’italiano medio è immerso? Questa specie di tremenda gelatina fatta di ottusità, egoismo e qualunquismo che ci circonda e ci opprime?
Eppure, non inquinare, non uccidere, non distruggere è conveniente! Fa risparmiare un sacco di soldi e ci fa dormire più tranquilli.
Una volta si diceva: “non in mio nome!”. Almeno questo possiamo farlo. Dire a noi stessi: “ok, gli altri stanno distruggendo il mio ecosistema, ma io non sarò complice, la devastazione del futuro dei miei figli non sarà fatta in mio nome”.
Insomma, amati lettori e visitatori, uscite di casa, cambiate le vostre lampadine, cambiate gestore elettrico, usate poco la macchina, comprate solo elettrodomestici con la doppia A (quelli meno inquinanti), abbattete i consumi, fate tanto sesso e divertitevi.
Gabbiano imbrattato di petrolio
E se potete evitare di usare le buste di plastica, i contenitori di plastica, le vaschette di plastica, fatelo. O se proprio non volete farlo, almeno siate coscienti che dietro alla vostra bustina, alla vostra scatoletta che contiene la ricotta, proprio lì, dietro quel materiale flessibile e trasparente, ci stanno i corpi dei cadaveri iracheni, afgani, africani. Ci si trovano gli orsi affogati al polo, l’innalzamento della temperatura, l’inquinamento dei mari e dei fiumi.
Sicuri che non potete fare a meno di quel contenitore? Sicuri che non potete mandare una mail per cambiare gestore? Sicuri che oggi proprio non avete tempo? Volete farlo domani? Dopo domani?
Ah, ho capito, non potete. Come dite?
“Oggi non ho tempo”.
“Oggi voglio stare spento”.
Ma sì, stiamo spenti. Dopo tutto, con tutti i problemi che abbiamo, non possiamo mica pensare al nostro pianeta, ai nostri figli, ai nostri mari. La colpa è sempre degli altri. Quindi saranno gli altri a risolvere questi problemi. Buona fortuna. E dormite bene.
Tratto da : http://www.terranauta.it/nt/ecoart.php?id=504
Mentre nel paese imperversano discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%.
Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno puo' appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.
Tratto da: http://nunzia1978.splinder.com/
RICEVO E PUBBLICO
____________________________
Invio, con preghiera di diffusione, il comunicato stampa - che indico di seguito - che il Direttivo Nazionale di Medicina Democratica ha redatto domenica scorsa a Firenze sul problema dei maiali alla diossina.
Ancora una volta i dati che con la lettera aperta alcuni medici avevano diffuso il 18 luglio (pubblicata integralmente solo sul blog di Beppe Grillo il 28 luglio col titolo "i nuovi Erode") trovano conferma.
Con soddisfazione possiamo constare che anche il più illustre oncologo d' Italia ammette che la presenza di diossina nel latte materno deve far riflettere e che forse dobbiamo salvare i nostri bambini con un mondo
pulito.
Non possiamo però dimenticare che chi afferma ciò è la stessa persona che pubblicamente ha rassicurato su inceneritori, OGM, elettrosmog.....ma, evidentemente, quando l'evidenza non può più essere negata, viene il momento del ravvedimento e questo ci lascia ben sperare.
Ricordo che il 18 novembre quando, con colleghi da tutta Italia, abbiamo fatto nel salone comunale di Forlì un incontro su "Diossina e Salute" non c'erano nè il Sindaco, nè altri amministratori ad ascoltarci.
Auspico quindi che alla prossima occasione chi amministra questa città mostri più attenzione a chi cerca di fornire informazioni e strumenti di conoscenza indipendenti. Prima o poi - magari "obtorto collo" - il ravvedimento vien per tutti e, come direbbe il proverbio: "meglio ravveduti oggi che ammalati domani".
Distinti Saluti
Dott.ssa Patrizia Gentilini
Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Forlì
Medicina Democratica
COMUNICATO STAMPA DI MEDICINA DEMOCRATICA
Inceneritori e diossine negli alimenti
Da dove viene la diossina nella carne? Ci dicono dai mangimi. E nei mangimi come ci arriva? Solo, "accidentalmente" da oli contaminati? E gli animali contaminati dove vanno a finire? Chi ci assicura che non
diventeranno nuovi mangimi direttamente o ancor più con l'incenerimento?
La notizia che anche questa volta non è stata data nella vicenda dei "maiali (e non solo) alla diossina" è che la diossina proviene per la maggior parte dall'incenerimento di rifiuti urbani, ospedalieri ed industriali.
Da qui la follia di di volere costruire nuovi inceneritori ed ampliare quelli esistenti con la inevitabile conseguenza di aumentare la diossina che va a finire nei nostri piatti.
Medicina Democratica ribadisce la sua assoluta contrarietà a questi impianti nocivi, costosi ed assolutamente inutili.
Medicina Democratica denuncia, inoltre, come pericoloso il consumo di alimenti di qualsiasi tipo già contaminati essendo la diossina un contaminante persistente che si accumula nei viventi.
In particolare non esiste una esposizione "accettabile" alle diossine o ad altri inquinanti cancerogeni al di sotto della quale non vi sia rischio per le persone.
Il Comitato Direttivo di Medicina Democratica
Firenze 14 dicembre 2008
www.medicinademocratica.org
Aprono i Centri di Raccolta Campania Pulita
In totale 28 centri, di cui 15 operativi dal 9 dicembre, in cui conferire carta, vetro, plastica, alluminio e acciaio in cambio di un importo in denaro e per favorire gli spostamenti sconti di 10 centesimi per ogni litro di benzine e gasoli acquistati
lunedì 08 dicembre 2008 19:01
Dal 9 dicembre aprono i Centri di Raccolta Campania Pulita, annunciati lo scorso 31 ottobre dal sottosegretario Guido Bartolaso, in cui i singoli cittadini, associazioni di volontariato iscritte all’albo regionale e nazionale della Protezione Civile e le parrocchie della Campania potranno conferire direttamente alcune frazioni riciclabili dei rifiuti, in cambio di danaro. Per quanto riguarda i cittadini, questi ultimi, al momento del conferimento, dovranno essere muniti del Codice Fiscale e di un documento d'identità valido (Carta d'Identità o Patente).
Nei centri sarà possibile portare vetro plastica alluminio acciaio e plastica durante i giorni feriali, in particolare: martedì e giovedì dalle 14.00 alle 17.00 ed il sabato dalle 9.00 alle 13.00.
I rifiuti dovranno, inoltre, essere separati per tipologia, svuotati e puliti e carta cartone plastica dovranno essere ridotti di volume, al fine di occupare il minor spazio possibile. Ogni giorno sarà possibile conferire presso i centri di raccolta un quantitativo di rifiuti pari o inferiore a 100 Kg.
I corrispettivi che verranno riconosciuti si riferiscono a 100 Kg di materiale consegnato e sono i seguenti:
1,84 euro per la carta
2,17 euro per il vetro
5,63 euro per l’acciaio
18,93 euro per la plastica
28,80 euro per l’alluminio
L’importo che spetterà a chi porterà il materiale presso i centri sarà disponibile presso tutti gli sportelli di Poste Italiane a partire dal venerdì della settimana successiva in cui è avvenuto il conferimento.
Fino al 31 gennaio, inoltre, sarà previsto uno sconto di 10 centesimi per ogni litro di benzine e gasoli acquistati presso i distributori Agip convenzionati, per favorire gli spostamenti verso i centri di raccolta.
Tratto da:http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=10595
QUESTO SI CHE E' RICICLAGGIO SPINTO!

Tratto da: Federico Valerio
Rifiuti Tossici: la vera emergenza della Campania
Che accade a Terzigno?
Lo sversamento illegale e l'incendio di rifiuti tossici continuano ad interessare l'intera regione Campania nell'indifferenza delle istituzioni.
Prosegue senza soluzione di continuità la mattanza silenziosa dei cittadini campani, mentre sui giornali non si parla d'altro che di una finta "emergenza rifiuti".

Incendi di rifiuti tossici tra Palma Campania e Terzigno
Imperturbabili, nonostante le sbandierate ronde di cittadini, proseguono gli incendi di rifiuti tossici nella zona tra Palma Campania e Terzigno. Le foto allegate dimostrano lo sfacelo ambientale, perpetrato da emeriti delinquenti, criminali incoscienti che antepongono alla salute del prossimo quella delle prorie tasche.
Chi, in Campania, attraversa la statale 268 dei paesi vesuviani, non può non rendersi conto, a qualunque ora del giorno, degli incendi che avvengono con impressionante regolarità nella zona. La terra dei fuochi non inizia e non finisce a Giugliano ed il fenomento dello smaltimento illegale coinvolge da anni l'intera regione, non ultime le zone che parevano immuni da questo vergognoso fenomeno, come l'avellinese.
Acerra, Nola, Marigliano, Giugliano, Villaricca, Qualiano, Bacoli, Pianura, Marcianise sono, come ricordato in un recente appello della Carovana della Pace, solo alcuni luoghi simbolo che testimoniano tale disastro.
Incendi di rifiuti Tossici
Ricordiamo che lo sversamento e l'incendio di rifiuti tossici provocano gravissimi danni alla salute umana, con conseguenze incalcolabili, sul lungo periodo, in termini di malfornazioni neonatali e tumori devastanti.
Questo massacro ambientale e umano, viene portato avanti, siamo ad oltre 20 anni, dal "sistema", al soldo di imprenditori senza scrupoli che hanno potuto "risparmiare" nello smaltire rifiuti industriali, speculando sulla salute dei cittadini campani: la regione è stata così trasformata nella discarica nazionale degli scarti nocivi prodotti dalle industrie del nord Italia e del resto dell'Europa.

Si tratta di una strage silenziosa di cui molti ignorano la portata: in molte zone della Campania, pur non essendovi grossi insediamenti industriali, il livello di pressione ambientale, in termini di inquinamento da diossine, PCB, metalli pesanti, finanche materiale radioattivo, ha raggiunto e superato da tempo quello delle zone più industrializzate d'Italia.

Statale 268 dei paesi vesuviani, all'altezza dell'uscita di Terzigno. Denuncia effettuata ai vigili del fuoco. L'incendio di materiale sospetto è quotidiano e visibile a qualunque ora del giorno: riguarda il tratto che va da Terzigno a Palma Campania.
Tutto questo avviene nell'indifferenza, se non nella dichiarata impotenza istituzionale,
che preferisce spedire scenograficamente truppe militari nella regione per presidiare le città, invece di attuare il controllo delle arcinote direttrici di transito dei trasportatori di rifiuti pericolosi.
Invitiamo tutti i cittadini ad un atto di coraggio, denunciando con forza questa criminale aggressione alla proria salute e contattando il Comitato allarme Rifiuti Tossici della Campania per segnalare casi gravi come quello riportato nel presente articolo.