Perchè non possiamo più stare a guardare inermi lo scempio del territorio che si sta perpetrando sotto i nostri occhi ogni giorno e che rappresenta un attacco alla nostra salute ed alla nostra dignità.

Eccomi

Blogger: annamaria60
Nome: Gruppo Cittadini Attivi
Il gruppo, aperto a tutti gli interessati, nasce col duplice intento di essere da supporto e stimolo alle Amministrazioni locali delle zone vesuviane nell’attuare politiche ecologiche e di promuovere tra i cittadini una maggiore sensibilizzazione e conoscenza dei problemi ambientali.

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mercoledì, 03 settembre 2008

Cicli di incontri

sul compostaggio domestico a

Palma Campania

Al fine di migliorare i risultati dell'acquisto collettivo dei compostatori domestici e di diffondere una maggior consapevolezza tra i cittadini di Palma Campania circa la corretta gestione della frazione umida, ho organizzato, insieme all'amministrazione comunale di Palma Campania, un serie di incontri con i cittadini sul compostaggio domestico a partire da lunedì 8 settembre 2008 e secondo il calendario di seguito riportato.

Abitanti della zona

data

luogo dell'incontro

orario

Centro 08/09/2008 Teatro comunale 20:30
Centro 10/09/2008 Teatro comunale 20:30
Pozzoromolo 12/09/2008 Chiesa di Pozzoromolo 20:30
Vico di Palma 15/09/2008 Chiesa di Vico 20:30
Castello di Palma 17/09/2008 Chiesa di Castello 19:00
Fiume 22/09/2008 Chiesetta di Fiume 20:30
Frazione Ciccarelli 24/09/2008 Teatro Comunale 20:30

Durante gli incontri, oltre all'illustrazione dei vantaggi e dell'utilità del compostaggio domestico, sarà illustrato anche la funzionalità del secchiello areato per migliorare la gestione della frazione umida per chi non può far uso del compostatore domestico.

Ad ogni incontro saranno presenti amministratori comunali che illustreranno le linee guida del prossimo futuro relativamente a:

  1. Definizione dell'appalto per la raccolta differrenziata a Palma Campania
  2. attivazione dell'Isola ecologica (quasi certamente a partire dal 15 settembre 2008)
  3. definizione del nuovo regolamento comunale per la gestione del Ciclo dei rifiuti urbani con l'inserimento del metodo operativo di mercato San Severino attraverso il quale sarà possibile passare da TARSU a TIA con l'incentivazione individuale dei cittadini virtuosi (compresi coloro che utlizzeranno correttamente il compostatore domestico).
  4. migliorametno dell'efficacia comunicazione tra Cittadino ed amministrazione con una ristrutturazione dell'ufficio ecologia.

Penso che i frequentatori di questo blog possono essere interessati alle tematiche dell'incontro e, magari, fruire di informazioni che saranno scambiate tra relatori e partecipanti al fine di riportare gli stessi strumenti operativi anche nei paesi viciniori a Palma Campania.

Vi aspetto con molto piacere

Claudio Testera

Postato da: annamaria60 a 04:52 | link | commenti (2)

mercoledì, 20 agosto 2008
GIOCHI DI PRESTIGIO

Ricevo e pubblico

Scandalo rifiuti in Campania: lo Stato protegge chi sbaglia e guadagna e da botte a chi paga

L’informazione diffusa dai mass media circa l’emergenza-scandalo rifiuti ha fatto credere ai cittadini italiani che il problema sia causato dalla inciviltà dei campani e dall’incapacità degli amministratori locali condizionati dalla malavita organizzata e che solo negli ultimi mesi, grazie al governo di centro destra, è finalmente intervenuto lo Stato che in pochi giorni ha efficacemente avviato la risoluzione dell’annoso problema imponendo la costruzione di inceneritori e discariche. Gran parte degli italiani, stanchi di subire gli effetti delle immagini negative degne di un paese sottosviluppato immerso, in parte, nell’immondizia, crede a questa versione mediatica. Le cose non stanno così. In realtà, l’emergenza rifiuti è un’invenzione governativa di 14 anni fa! Non ho sbagliato! Lo Stato Italiano è stato l’artefice principale di quanto avvenuto in Campania, certo con il sostegno di persone che hanno rappresentato e tuttora rappresentano le Istituzioni locali, con l’indifferenza “omertosa” di persone elette dai cittadini, con la distrazione e incredulità dei cittadini stessi che hanno stentato a comprendere il progetto ben coperto giuridicamente che ha trasformato la Campania in terra da depredare spietatamente. Complimenti a coloro che hanno avuto la “criminogena” ispirazione iniziale di avviare l’operazione “Emergenza rifiuti in Campania” protetta giuridicamente dalla legge 225 del 24 febbraio 1992 (Istituzione del servizio nazionale della protezione civile”) in quanto basata sulla continua persistenza dello “Stato di emergenza”, ritenuto irrisolvibile in quanto causato dalla ingovernabilità dei campani condizionati dalla malavita organizzata, che ha autorizzato il Presidente del Consiglio dei Ministri di turno (espressione di maggioranze partitiche diverse) a ricorrere sistematicamente al “potere di ordinanza” avvalendosi di “commissari delegati” ai quali sono stati conferiti poteri straordinari da usare in deroga alle leggi vigenti. Questo “peccato originale” è consentito anche dal fatto che la legge 225 non indica la durata massima dello stato di emergenza ed è comprovato dalle ordinanze del Presidente del Consiglio e del Commissario di Governo di turno relative all’emergenza rifiuti che iniziano sempre con la frase “Visto l’art. 5 della Legge 24 febbraio 1992, n. 225. Infatti solo se si verificano le condizioni previste all'articolo 2, comma 1, lettera c (tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi), il Consiglio dei Ministri può deliberare lo stato di emergenza.

Riflettendo scientificamente su quanto accaduto, appare strano che lo Stato Italiano in 14 anni non sia riuscito a risolvere la raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti in Campania. Si prospettano due soluzioni. Una prima soluzione, buonista, impone di credere che per 14 anni lo Stato Italiano, impiegando poteri speciali, non sia riuscito a risolvere il problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti in Campania. Ciò sarebbe stato possibile solo se i poteri speciali fossero stati sistematicamente attribuiti da Presidenti del Consiglio dei Ministri incapaci di controllare l’operato delle persone, di loro fiducia, rivelatesi sempre assolutamente non idonee a risolvere l’emergenza rifiuti. Un’altra soluzione, sconcertante, si basa sulla possibilità che si sia fatto un malizioso e improprio uso della legge 225 per ottenere benefici a scapito dei cittadini campani. In particolare sarebbe stato artatamente mantenuto in vita uno stato di emergenza con la conseguente necessità di intervenire con poteri speciali, spendendo risorse finanziarie pubbliche in maniera fuorilegge secondo le leggi ordinarie che regolamentano la spesa pubblica; in altre parole se un sindaco avesse speso i soldi pubblici come hanno fatto finora i vari Commissari di Governo, senza la loro copertura giuridica speciale, sarebbe stato immediatamente perseguito dalla magistratura e irrimediabilmente condannato per il reato. Varie indagini della magistratura hanno evidenziato che sotto la protezione del Commissariato di Governo sarebbero stati commessi vari abusi e attività non lecite come si evince dal processo in corso contro 28 imputati, tra cui ex vertici Impregilo e del Commissariato e il governatore Antonio Bassolino; vari alti funzionari del Commissariato sono stati interessati dall’attività della magistratura. I Commissari di Governo nominati direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri di turno hanno sempre rappresentato direttamente lo Stato Italiano. Si può dire che lo Stato ha agito male, nel senso che ha consentito la realizzazione di interventi che nonostante le ingenti somme spese non si sono rivelati idonei a risolvere l’emergenza rifiuti anzi, l’hanno sapientemente mantenuta viva e vegeta per non chiudere il lucroso “Pozzo di San Patrizio” rappresentato dal potere speciale che consente di spendere grandi quantità di soldi pubblici in maniera fuorilegge secondo le leggi ordinarie. Non si può certo affermare che lo Stato Italiano sia stato assente nell’emergenza-scandalo rifiuti in Campania. A questo punto è lecito chiedersi: “ma quale Stato Italiano è stato ed è presente in Campania?”. Finora si è caratterizzato per favorire e proteggere coloro che hanno speso disinvoltamente i soldi pubblici e coloro che hanno realizzato interventi non idonei a risolvere lo scandalo rifiuti danneggiando le risorse ambientali e idriche e con esse l’assetto socio-economico regionale. Si è distinto anche per avere fatto credere agli italiani che l’emergenza rifiuti è solo un problema campano dove amministratori incapaci governano cittadini sporchi e cattivi e per di più sottomessi alla malavita organizzata. A simili cittadini devono essere imposti dallo Stato, solo con la forza e le botte, gli interventi per salvare la faccia anche al resto dell’Italia. Anche se lo scandalo rifiuti non si chiude, anche se gli interventi non sono adeguati, anche se i cittadini hanno ragione a protestare contro opere pericolose per la salute e l’ambiente, è importante divulgare un’immagine di efficientismo governativo militarizzato e nel frattempo continuare a usare i poteri speciali. Tanto pagano i cittadini, anche quelli campani (praticamente “cornuti e mazziati”), per sostenere le sorti finanziarie delle lobbies parassitarie.

17 agosto 2008                            Prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

 

Postato da: annamaria60 a 23:09 | link | commenti (22)

giovedì, 14 agosto 2008
LA TERRA DEI FUOCHI

...Tratto da http://beppegrillo.meetup.com/10/messages/boards/thread/4943703/230

www.laterradeifuochi.it

Pubblicati sul sito nuovi video denuncia.

E' tremendamente assurdo e vero quanto, in questi giorni, sta accadendo in provincia di Napoli.

Nessuno sarà immune da quest' inquinamento.

Si stanno dando alle fiamme tonnellate di copertoni e materie plastiche di varia natura e provenienza. Nonché rifiuti speciali provenienti da sfriddi di lavorazione manifatturiera.

Tutto documentato e comprovato.

Siete tutti chiamati all'appello per filmare quanto accade e emulare ciò che abbiamo iniziato sul sito:

www.laterradeifuochi.it

Ormai, essere cittadinanza attiva non è più un dovere, bensì un OBBLIGO !!!




,,,,,,

Postato da: annamaria60 a 07:51 | link | commenti (1)

venerdì, 08 agosto 2008
Avviata la raccolta di adesioni per l'acquisto collettivo di compostatori domestici

A Palma Campania si respira Aria nuova nella gestione del ciclo dei rifiuti.

La nuova amministrazione Comunale di Palma Campania, Ha affidato l'incarico di delegato all'ecologia e all'ambiente ad un giovane avvocato Filippo Carrella, il quale ha assunto un impegno costante, serio, determinato e dinamico. era proprio quello che serviva alla nostra comunità.

Infatti, nei primi 100 giorni della nuova amministrazione, siamo riusciti a:

Nell'ambito delle attività del CEA è stata attivata, a partire dal 4 agosto 2008  la raccolta delle adesioni per un acquisto collettivo di compostatori domestici. tale attività è inserita in un percorso che la nuova amministrazione si è dato al fine di trasformare l'attuale sistema tariffario (TARSU) che si basa esclusivamente sui mq dell'immobile occupato, in Tariffa di Igiene Ambientale TIA nella quale sarà presente una parte fissa che dipende ancora dalla metratura degli immobili occupati e una parte variabile che tiene conto essenzialmente del comportamento virtuoso dei cittadini in termini di ricilaggio di alcune frazioni come Carta e multimateriale e il mancato conferimento della frazione organica attraverso il compostaggio domestico.  è intenzione dell'amministrazioen comunale utilizzare il modello di Mercato San Severino dove ad ogni famiglia sarà associato un codice a Barre e un adesivo con tale codice dovrà essere applicato sulle buste. Le buste saranno distribuite direttamente dall'amministrazione la TIA dovrà prevedere la completa copertura dei costi del servizio così come prevede l'attuale normativa (pena lo scioglimento del consiglio comunale). se qualcuno dei lettori di questo Blog vuol conoscere come funziona l'iniziativa dell'acquisto collettivo dei composter domestici a Palma, io sono presente nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì di ogni settimana fino al 15 di settembre dalle ore 20 alle ore 20 e 30.

Dopo tale data si procederà:

per ulteriori informazini aggiornate sull'iniziativa dei compostatori domestici, potete far riferimento al sito http://www.comune.palmacampania.na.it

Questa è una delle iniziative concrete per cercare di dar soluzione al problema dei rifiuti nelle nsotre comunità. occorre solo crederci ed avere dalla propria parte un'amministrazione che rema nella stessa identica direzione

Ciao A tutti  Claudio Testera

 

Postato da: annamaria60 a 04:56 | link | commenti (6)

domenica, 03 agosto 2008
DUE + DUE FA SEMPRE QUATTRO

L'inceneritore non serve!!!

In 15 giorni i salernitani raggiungono il 90% di raccolta differenziata!
1 agosto 2008 - Comitato No Inceneritore - Rifiuti Zero Salerno

Il 24 Luglio il COMUNE di SALERNO ha diffuso il primo resoconto relativo ai risultati delle prime due settimane di raccolta differenziata "porta a porta" nei quartieri interessati: si supera il 90%! 

Se questi dati ufficiali sono reali e corretti, dimostrano che:

i cittadini salernitani sono seri, civili e responsabili: hanno smentito chi li considerava "culturalmente" incapaci di effettuare la raccolta differenziata.

i risultati della raccolta differenziata dipendono non soltanto dalla buona volontà dei cittadini ma soprattutto dal tipo di servizio di raccolta organizzato dalle amministrazioni comunali.

La legge Ronchi prevedeva già dal 1997 la raccolta differenziata: il comune di Salerno, responsabile della sua attuazione, è stato inadempiente per ben 11 anni: si poteva evitare la periodica emergenza rifiuti, risparmiare sui costi di conferimento in discarica e al CDR, vendere i rifiuti differenziati e diminuire la Tarsu che solo nell' ultimo anno è stata invece aumentata del 67%!

L'inceneritore non serve

Perché dopo la raccolta differenziata, la legislazione italiana ed europea prevede il recupero di materia dai rifiuti indifferenziati rimasti. Con 5 milioni di euro e in pochi mesi, si può riconvertire l'impianto CDR di Battipaglia in un impianto di TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO (TMB) ottimizzato per il recupero di materia, rendendo riciclabile più della metà dei rifiuti indifferenziati in entrata.

Perché, alla fine del ciclo integrato, con il 90% di raccolta differenziata, più del 5 % recuperato col TMB, rimane solo meno del 5 % di rifiuti inerti e innocui con scarso potere calorifico (ulteriormente utilizzabili come materiale per l'edilizia) e quindi... 

...non c'è più niente da bruciare!

Comitato No Inceneritore - Rifiuti Zero Salerno
http://noinceneritore.altrasalerno.info

Tratto da http://www.allarmerifiutitossici.org/

Postato da: annamaria60 a 10:19 | link | commenti (1)

giovedì, 31 luglio 2008
DUE NOTIZIE INTERESSANTI DAL WEB

Ambiente e politica Rifiuti, sciolti i Consorzi di bacino La gestione passa a tre generali Venerdì Berlusconi a Napoli incontrerà sindaci e prefetti Per Bertolaso entro il 2009 si tornerà alla gestione ordinaria


NAPOLI — Quarantott'ore di ribalta per la Campania che tenta di uscire dall'emergenza dei rifiuti e di costruire un futuro senza la presenza ossessiva della criminalità organizzata. Due tappe importanti: oggi pomeriggio a Casal di Principe, capitale di Gomorra, il ministro dell'interno Roberto Maroni e il governatore Antonio Bassolino entreranno nel nuovo «Parco della legalità » per inaugurare il teatro realizzato in una villa confiscata a Francesco «Sandokan» Schiavone. Intanto Berlusconi domani pomeriggio, alle 16, nella Stazione marittima incontrerà Guido Bertolaso, il presidente della Regione, i sindaci dei Comuni della Campania, i prefetti delle cinque province e il presidente dell'Anci Leonardo Domenici. È un appuntamento di grande significato: nel rispetto dell'impegno assunto con i napoletani Berlusconi chiederà un bilancio delle attività in essere per superare la crisi dei rifiuti. Per Bertolaso si dovrebbe tornare all'ordinario entro il 2009. Intanto il gestore del Consorzio Unico Alberto Stancanelli, nominato dal sottosegretario Guido Bertolaso, ha provveduto a sciogliere i consorzi dei bacini delle province di Napoli e Caserta, e a nominare al posto dei presidenti sei responsabili delle articolazioni territoriali del Consorzio Unico. Per l'ambito territoriale degli ex consorzi Caserta 1 e Caserta 3 è stato nominato il prefetto Domenico Bagnato, commissario delegato per l'emergenza rifiuti in Calabria fino al settembre 2006; per l'ex consorzio Caserta 2 il generale di divisione della Guardia di finanza Roberto Mantini, già vice direttore operativo Dia; per l'ex consorzio Caserta 4 il generale di divisione dell'Arma Antonio Reho. Battista Aquino, dirigente dello Stato, è il responsabile per le aree degli ex consorzi Napoli 2 e Napoli 4; il generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza Lucio Macchia, si occuperà dell'ex consorzio Napoli 5, opererà sugli ex consorzi Napoli 1 e Napoli 3.

 

Tratto dal Corriere del mezzogiorno

 

                                 XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

 

 

www.laterradeifuochi.it


(' - ') '''APPELLO A TUTTI




...........

Proprio oggi è attivo il dominio www.laterradeifuochi.it

In questi giorni abbiamo ricevuto tantissime mails e iscrizioni riguardo allo spazio aperto su Altervista . Il sito è un work in progress.

Per adesso altervista è ancora la piattaforma utilizzata. C'è una sezione "Segnalazioni e Avvistamenti", dove chi è registrato ma anche chi non lo è, può inviare tramite mail le Foto e i Video da pubblicare.

Per le foto è sufficiente la semplice email. Invece, per i files di grosse dimensioni, per adesso, lo si fa in modo "grezzo". Ad es. inviando una gmail, jumbomail etc. all' indirizzo laterradeifuochi @ yahoo.it.

Però, stiamo creando una piattaforma di UP-LOAD Automatico per chiunque si registri al sito.

Affinché ognuno, oltre a pubblicare il video sul suo canale personale, ad es. "PIPPO". Può utilizzare il sito "
La Terra dei Fuochi", come CONTENITORE di tutto ciò che si fotografa e si FILMA.

Con la COLLABORAZIONE E PARTECIPAZIONE DI QUANTI CREDONO IN CIO' CHE ABBIAMO INIZIATO E STIAMO FACENDO ... il sito diventerà uno strumento, per mezzo del quale, nessuno potrà continuare a ignorare l' IMPORTANTE QUESTIONE.

FORSE, sarà PIU' FORTE di tutte le denunce fatte fin ora.

Per accendere i riflettori su quest' argomento, si vede che NON E' BASTATO UN LIBRO VENDUTO CON + di 1,5 Milioni di copie. Gomorra.

OCCORRE l' INTERESSE e l' IMPEGNO di TUTTI.

PERTANTO, QUANDO NE AVRETE L'OCCASIONE, SIETE TUTTI INVITATI A FOTOGRAFARE E FILMARE.

MA SOPRATTUTTO A POSTARE QUANTO RACCOLTO SUL CANALE DEDICATO www.laterradeifuochi.it


AIUTATECI nel diffondere quanto sta accadendo indisturbato, proprio sotto i nostri occhi.

GRAZIE.

 

 

 

 

Postato da: annamaria60 a 19:12 | link | commenti

lunedì, 28 luglio 2008
ANCORA SUGLI INCENERITORI

I Nuovi Erode

inceneritore_forli.jpg
Inceneritore Forlì

Gli inceneritori producono nanoparticelle. Le nanoparticelle entrano nell'organismo e producono tumori. La raccolta differenziata produce invece ricchezza e non avvelena l'ambiente. I bambini sono i più esposti alle malattie. Perchè in Italia si continuano a progettare, costruire, spacciare inceneritori invece di promuovere la raccolta differenziata? Chi ci guadagna? Chi sono gli spacciatori di morte? Chi sono i nuovi Erode?

"Gentile Beppe Grillo,
vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell'acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.
Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull’incidenza di cancro nell’infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).
Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell’ 1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età l’incremento è addirittura del 3.2% annuo.
Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.
Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita adulta.
Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?
Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori nell’ infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese.
Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava.
Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita -, non può che avere queste tragiche conseguenze."
Dott. Michelangiolo Bolognini Igenista - Pistoia
Dott,ssa Maria Concetta Di Giacomo Medico di Medicina Generale - Padova
Dott. Gianluca Garetti Medico di Medicina Generale - Firenze
Dott. Valerio Gennaro Oncologo-Epidemiologo - Genova
Dott.ssa Patrizia Gentilini Oncologo – Ematologo - Forlì
Dott. Giovanni Ghirga Pediatra - Civitavecchia
Dott. Stefano Gotti Chirurgo - Forlì
Dott. Manrico Guerra Medico di Medicina Generale - Parma
Dott. Ferdinando Laghi Ematologo - Castrovillari
Dott. Antonio Marfella Oncologo - Tossicologo Napoli
Dott. Vincenzo Migaleddu Radiologo - Sassari
Dott. Giuseppe Miserotti Medico Medicina Generale - Piacenza
Dott. Ruggero Ridolfi Oncologo-Endocrinologo - Forlì
Dott. Giuseppe Timoncini Pediatra - Forlì
Dott. Roberto Topino Medico del Lavoro - Torino
Dott. Giovanni Vantaggi Medico di Medicina Generale -Gubbio

 

Tratto da www.beppegrillo.it


 

Postato da: annamaria60 a 09:10 | link | commenti (1)

giovedì, 24 luglio 2008
I COMMENTI CHE SPINGONO ALL'AZIONE

 

 

Ancora una volta richiamo l’attenzione dei lettori del blog su due commenti che, in qualche modo, sono collegati.

Apprezzabilissimo l’invito dell’Ing. Testera a mettere da parte inutili diatribe e impegnarci tutti in modo più concreto e attivo per la difesa del nostro territorio che, anche alla luce dell’agghiacciante denuncia postata da Luigi Marco Simonetti, viene ogni giorno stuprato a danno della qualità dell’ambiente, della salute dei cittadini e del futuro dei nostri figli.

Che fare????????

Parliamone.

  

 per iniziare a comprendere lo stato di salute del nostro territorio, anche senza gli inceneritori, basta osservare dalle nostre parti quanti incendi si verificano giornalmente sui rifiuti, che sono sicurametne molto più pericolosi degl inceneritori, in quanto non hanno alcun controllo, basta osservare quanti rifiuti speciali industriali sono arrivati in queste terre, eppure non abbiamo fabbriche in discariche che non hanno probabilment alcuna protezione verso le falde, e poi ci mangiamo prodotti irrigati con acque che sicuramente saranno inquinate, basta pensare che quando sono arriato in campania nelnel 972 le foglie delel nocciole venivano sotterrate mentre oggi per circa 2 mesi all'anno costituiscono un'emissione di fumi che respiriamo per ciara 2 mesi al'anno. poi bisognerebbe che qualcuno ci mostri l'incidenza dei diversi tipi di tumori e non la mortalità dovuta ai tumori. quello che a me piacerebbe non è tanto discutere se o ragione io o voi sul discorso degli inceneritori, ma che ci rimboccassimo insieme le maniche per consentire alle nostre future generazioni di poter vivere in un ambiente migliore. c'è moltissimo da fare e dove mi è consentito cerco di dare il mio massimo contributo senza compenso e senza alcun onore. perchè non c'è solo il problema dei rifiuti ma altri problemi altrettanto importanti dove solo l'azione diretta della popolazione può determinare un cambiamento. è stato molto interessante l'altra sera 21/07/2008 a Palma Campania nell'incontro sull'isola ecologica.C'è stata la presenza dell'ex sindaco di Mercato san severino che ha mostrato concretamente come in una realtà come il suo paese sono state concretamente avviate strategie sul piano dei rifiuti e sul piano energetico che sono state richieste e copiate anche da realtà del nord. a mio avviso ne consegue che prima ci si svegli ad abandonare le discussioni belle ma spesso improduttive e sia passa alla strada dell'impegno concreto, attivo e costante e meglio è.
un saluto a tutti
claudio testera

 

 

strano che nessuno si lamenti da quelle parti... mah, comunque non mi ero rivolto assolutamente in maniera alterata, anzi, cercavo solo di sapere da qualcuno che forse è più informato di me, qualcosa di zone che hanno termovalorizzatori da anni, tutto qui, grazie.
Comunque, a titolo puramente informativo, volevo sapere se magari, come gruppo di cittadini attivi di san gennaro vesuviano, avete qualche notizia dello scempio di via magliacani e della bomba ecologica che è "vasca ciccarelli" (perdonate, non so bene come si chiami" Mi è giunta voce da gente che ha casa e terreni da quelle parti, che addetti RSU bruciavano quotidianamente in questi mesi, e forse lo fanno ancora, parte della nostra immondizia al fine di ridurne il volume e trasportarlo meglio nei compattatori. Inoltre queste persone mi hanno detto che più volte hanno sollecitato l'intervento del Sindaco in persona e dei Carabinieri, senza avere risposta. In verità erano anno che persone incivili gettavano lì immondizia ed ogni sorta di rifiuto speciale, ma penso che ora si tratti di una vera e propria bomba ecologica, a poche centinaia di metri dalle nostre case.
Avete qualche notizia in più in merito? Si sta facendo qualcosa per risolvere. Grazie per le eventuali risposte.
Luigi Marco Simonetti

 

 

Postato da: annamaria60 a 18:34 | link | commenti (17)

mercoledì, 23 luglio 2008

Bruciare quello che avanza dalle nostre attività quotidiane, i nostri Materiali Post Consumo, i cosidetti rifiuti, è una scelta razionale?
Premessa
Questa è la relazione che il prof. Federico Valerio Chimico del Centro tumori di Genova ha tenuto a Cuneo Il 16 Luglio 2008.  Un Napoletano abbarbicato sulle colline del genovese che schersosamente si presenta come scienziato preoccupato ma non ancora disperato.
Ora chi lo propone nel Blog (Claudio Testera) non è assolutamente paragonabile al livello di conoscenza di questo docente serio, molto preparato ed impegnato. per coloro che richiedono sempre documentazione sul problema degli inceneritori, almeno per il loro funzionamento e gli eventuali metodi alternativi, possono sicuramente far riferimento al blog. di federico valerio  il cui indirizzo è posto in fondo all'articolo. mentre chi vuol documentarsi sul problemi connessi alla salute pososno far riferimento su internet ricercando la professoressa oncologa Patrizia Gentilini e il dott. Stefano Montanari attraverso il suo blog http://www.stefanomontanari.net/ ed infine sul sito dei comuni virtuosi per poter oservare concretamente come siano possibili percorsi sociali differenti da quelli che vediamo ogni giorno e che i diversi media ci propongono come ineluttabili.
Buona lettura a tutti da Claudio Testera 
Per dare una risposta altrettanto razionale, cominciamo esaminando la composizione media di 1000 chili di scarti urbani e individuando gli eventuali pericoli igienico sanitari che nascondono questi materiali.
Oltre 220 chili, sui mille esaminati, sono composti letteralmente di acqua, presente come umidità in gran parte degli scarti, in particolare negli scarti derivante dalla preparazione di cibo; ovviamente la pericolosità di questa acqua è nulla e altrettanto ovviamente  è nullo il suo potere calorifico.
In media, altri 250 chili dei nostri materiali post consumo sono fatti di vetro, ceramica, metalli vari (lattine in acciaio e alluminio); anche in questo caso si tratta di scarti chimicamente e biologicamente inerti, innocui per la salute; vetro e metalli hanno potere calorifico pari a a zero e addirittura ci sono controindicazioni al buon funzionamento degli inceneritori se nei rifiuti è presente del vetro che, fondendo, può ostacolare il buon funzionamento delle griglie mobili del forno.
Circa 200 chili sono fatti di contenitori e film di plastica, anche in questo caso usati in prevalenza per contenere bevande e alimenti o prodotti per l’igiene della casa. Dal punto di vista igienico ambientale le plastiche non presentano nessun problema se non quello in alcuni tipi di plastiche di additivi quali alcuni ftalati sospettati di effetti nocivi, il cui uso, comunque si sta progressivamente riducendo.
Il potere calorifico delle plastiche è di qualche interesse, circa 5000 chilocalorie al chilo, simile a quello di un carbone di bassa qualità (lignite), tuttavia, se raccolte separatamente, è più conveniente, sia tal punto di vista ambientale che energetico, riciclare le plastiche piuttosto che bruciarle
Cellulosa e lignina sono i componenti principale di altri 150 chili dei nostri scarti, in prevalenza presente sotto forma di carta e cartoni e di un po’ di legno (cassette della frutta). Si tratta di un altro scarto assolutamente innocuo, con un basso potere calorifico (4.000 chilocalorie per chilo) ma di fatto una materia prima molto più interessante per le cartiere (produzione di carta e cartone) e per l’industria del legno (pannelli in truciolare).

Per arrivare a mille, mancano circa 180 chili fatti in prevalenza di proteine,  carboidrati, grassi, zuccheri: gli avanzi delle nostre cucine e gli scarti di lavorazione del nostro cibo.
Questi pochi scarti, insieme ad altri di origine biologica (assorbenti, pannolini…) hanno un elevato contenuto di umidità (oltre il 40%) che ne sconsiglia la combustione,  ma proprio questi pochi scarti sono l’unico vero problema igienico-sanitario presente nei rifiuti urbani: senza adeguati trattamenti, gli scarti di cibo generano cattivo odore, attraggono insetti e animali, possono essere causa di epidemie e, messi in discarica, producono liquidi (eluati) carichi di sostanze inquinanti (ammoniaca, nitrati, nitriti..) che, a loro volta possono liberare metalli pesanti tossici (cadmio, piombo, mercurio, nichel..) presenti in alcuni rifiuti (plastiche clorurate, lampade al neon, pile.. )
Come ben sa chi già fa compostaggio domestico, gli scarti di cucina e dell’orto, gli sfalci d’erba e le potature,  in circa due mesi di semplici trattamenti di tipo biologico, si trasformano in terriccio (compost) indispensabile per una sana produzione agricola e di cui i nostri campi, compresa la pianura Padana, hanno un gran bisogno, dopo decenni di sfruttamento con fertilizzanti chimici. E nel compostaggio l’elevata presenza di umidità non è di impedimento al processo, anzi.
Tecniche di trattamento biologico quali il compostaggio sono la soluzione ottimale  per la frazione umida, ma anche per la frazione ricca di cellulosa, quali scarti di carta, cartoni e legno non riciclabili.

Pertanto dei 1000 chili di scarti che stiamo esaminando, circa 600 chili (umidità compresa) sono formati da scarti biodegradabili (cibo, sfalci, carta, legno..) che possono essere compostati e una volta compostati, perdono ogni possibile effetto di rischio per la salute, compreso il cattivo odore.
Questi stessi scarti biodegradabili (ricordiamolo 600 chili su mille) si prestano per un diverso trattamento biologico che frutta l’attività di altri microorganismi che, in assenza di ossigeno, trasformano questi scarti biodegradabili in metano, gas recuperabile ed utilizzabile come fonte di energia, per la produzione di calore, energia elettrica,  autotrazione.
Questi stessi impianti (digestori anaerobici) producono fanghi che, mescolati a ramaglie, possono essere compostati ed usati in agricoltura
Compostaggio e digestione anaerobica, sono tecniche affidabili, senza particolari problemi di economia di scala, intrinsecamente a basso impatto ambientale e con costi, tempi di ammortamento e tempi di realizzazione assolutamente competitivi con quelli della termovalorizzazione.
Queste stesse tecniche biologiche si prestano per inertizzare gli scarti indifferenziati che residuano alla raccolta differenziata che, dopo il trattamento  biologico si prestano a recuperi dei materiali utili (metalli, vetro, plastiche, scarti cellulosiche) separati con  sistemi ottici e meccanici.
Questi trattamenti denominati Trattamenti Meccanico Biologici (TMB) son in forte sviluppo in tutto il mondo grazie ai loro intrinseci vantaggi economici ed ambientali tanto è vero che una parte dei rifiuti campani inviati in Germania sono stati trattati  in questo tipo di impianto, senza essere inceneriti come si è voluto far credere agli italiani.
Cosa succede se invece di riciclare e compostare, decidiamo di incenerire i mille chili di rifiuti di composizione simile a quella che abbiamo in precedenza  descritto?
L’incenerimento  fa reagire ad alta temperatura tutti gli scarti combustibili con l’ossigeno dell’aria. La reazione produce calore, trasforma le sostanze combustibili in anidride carbonica e acqua, ma produce anche grande quantità di nuovi composti tossici in gran parte neppure presenti nei rifiuti inceneriti: ossidi di azoto, anidride solforosa, acido cloridrico e fluoridico, polveri fini ed ultrafini, diossine, policiclici aromatici.
E metalli quali cadmio, nichel, mercurio, presenti in forma innocua nelle plastiche e nelle pile sono trasformati in composti chimici  più pericolosi per l’ambiente e la salute umana.
Per ridurre l’impatto ambientale e sanitario degli inquinanti prodotti dall’incenerimento si adottano complessi e costosi sistemi di trattamento dei fumi che riducono ma non annullano l’inquinamento
Nei migliori inceneritori oggi in funzione, quelli austriaci, ogni mille chili di acqua, carta, plastica, metalli,  scarti di cibo inceneriti , sono emessi in atmosfera circa 300 grammi di composti tossici.
In particolare: 7 grammi di polveri sottili, 4 grammi di acido cloridrico, 25 grammi di anidride solforosa, 189 grammi di ossidi di azoto, 101 grammi ossido di carboni, 0,1 grammi di mercurio) e 44 nanogrammi (miliardesimi di grammo) di diossine.
E gli inceneritori a loro volta producono rifiuti solidi: sono le ceneri pesanti, tutto quello che non brucia che si trova nei rifiuti, ma anche le ceneri leggere, ossia tutti i rifiuti solidi che si producono dalla depurazione dei fumi.
Per ogni mille chili di rifiuti inceneriti un moderno inceneritore produce circa 250 chili di ceneri pesanti e 25 chili di ceneri leggere.
E queste ceneri, in particolare le ceneri leggere, non sono affatto inerti: vi si trovano metalli e composti tossici a concentrazioni tali da far spesso classificare questi scarti come rifiuti tossici e comunque non smaltibili in discarica se non dopo idonei trattamenti  di inertizzazione, quali ad esempio il mescolamento a cemento.
Quale razionalità c’è in un costoso processo quale l’incenerimento che trasforma scarti innocui quali sono i rifiuti urbani in scarti tossici?
I gestori degli inceneritori vantano  la produzione di calore e di energia elettrica da parte dei loro impianti ma si dimenticano di sottolineare un’anomalia di questi impianti, ovvero che, solo con gli inceneritori, i produttori del “combustibile” (famiglie ed aziende) pagano (molto caro) per la trasformazione del loro “combustibile” in energia.
Questa anomalia ha una spiegazione banale: i rifiuti urbani sono un combustibile povero, a causa della elevata quantità di umidita e di inerti presenti e i costi di gestione di quest’impianto non sono affatto coperti dalla vendita di calore ed elettricità.
Gli inceneritori, anche se ribattezzati termovalorizzatori,  con una abile opera promozionale tutta italiana, sono impianti per lo smaltimento dei rifiuti i cui costi (i più alti in assoluto, rispetto agli altri sistemi di trattamento, compreso il riciclo) sono coperti dalla tassa dei rifiuti pagata da famiglie e aziende e dalla vendita di calore ed elettricità  fatta pagare alle stesse famiglie e alle stesse aziende che producono il “combustibile”; un sicuro affare per il gestore, un costo netto a carico dei bilanci di famiglie e aziende.
In Italia, inoltre, esiste un’anomalia mondiale: siamo l’unico paese al mondo che incentiva  con danaro pubblicol’incenerimento  dei rifiuti, fatti diventare per legge fonte di energia rinnovabile.

Grazie a questi trucco, le famiglie Italiane, pagano 50 euro per l’elettricità prodotta “termovalorizzando” 1000 chili della loro spazzatura, una seconda tassa occulta sui rifiuti riscossa con la bolletta della luce.
E’ probabile che molti dei lettori di queste note, non sappiano nulla di Certificati Verdi e CIP 6, i trucchi usati per riscuotere questa tassa che nessuna forza politica vuole abolire, ed è anche probabile che gli stessi lettori non sappiano che Austria, Danimarca, Svezia, da anni tassano pesantemente la termovalorizzazione dei rifiuti e che questa stessa tecnologia di smaltimento, non riceve nessun incentivo pubblico in Germania e negli Stati Uniti.
Motivo dichiarato di queste scelte, da parte dei Parlamenti di questi Paesi, è quello di disincentivare l’incenerimento con recupero energetico e di promuovere il riciclo e il riuso degli scarti, scelte molto più intelligenti  e di sicuro interesse collettivo:  se mille chili di rifiuti urbani si riciclano, l’energia che si risparmia è tre volte maggiore dell’energia che si produce con la “termovalorizzazione” di quegli stessi mille chili di scarti.
E già che ci siamo, un’altra informazione che gli Italiani ignorano: Austria e Germania  hanno degli inceneritori ma li usano per trattare rispettivamente il 10 e il 22% dei loro scarti, mentre riciclano e compostano, rispettivamente  il 60 e il 42% dei loro scarti. Il resto, tolto gran parte dell’umido, lo mettono in discarica.
Il fatto è che  anche l’inquinamento prodotto con il riciclo è nettamente inferiore all’inquinamento prodotto dalla termovalorizzazione .
Ad esempio, i rifiuti solidi prodotti dal riciclo sono inferiori a 100 chili per ogni mille chili di scarti riciclati e la tossiccità di questi scarti è pari alla tossicità originaria dei materiali riciclati (quindi nulla) e comunque nettamente inferiore alla tossicità delle ceneri che si sarebbero prodotte se quei mille chili di scarti fossero stati inceneriti.
Ritorniamo ai mille chili di spazzatura  che abbiamo esaminato in dettaglio; una marea di dati di fonte nazionale ed internazionale ci dice che di questi mille chili oltre 800 chili sono separabili alla fonte da parte degli stessi produttori e assolutamente riciclabili grazie all’alta qualità delle separazioni che le famiglie sono in grado di realizzare.
Obbiettivi di raccolta di differenziata finalizzata al riciclo pari all’80% sono le prestazioni possibili con sistemi innovativi di raccolta domiciliare quali quelli denominati Porta a Porta, sistemi ormai collaudati con successo sia nei paesini sperduti in montagna, che nei megacondomini di città.
E infine un’altra inedita informazione: da anni Stati Uniti, Germania, Danimarca hanno introdotto la tassa del vuoto a rendere per tutti i contenitori di bevande di grande consumo, bottiglie di plastica e lattine, compresa la Coca-Cola che in questi paesi è venduta in bottiglie di plastica dello stesso tipo (PET) della stessa forma usata in Italia,  ma con pareti più spesse, in modo che ogni bottiglia, con il vuoto a rendere, possa essere riempita e riusata almeno 50 volte prima di essere riciclata.
L’Italia è il paese con il maggior consumo procapite al mondo di acqua confezionata, consumo che avviene, quasi totalmente, grazie a bottiglie di plastica “usa e getta”: 350.000 tonnellate all’anno!
E’ una scelta stupida, come è stupida la scelta di termovalorizzare tutte queste bottiglie di plastica e tutto il resto.
Ovviamente chi cerca di fare il furbo è chi vuol far credere agli italiani che  consumare, gettare e termovolarizzare sono una inevitabile e innocua scelta di progresso.
Per chi vuole approfondire e tenersi aggiornato visitare  il Blog
federicovalerio.splinder.com

Postato da: annamaria60 a 05:51 | link | commenti (1)

lunedì, 21 luglio 2008
WEBINFORMIAMOCI

Gli inceneritori uccidono. Rotto l’omertoso silenzio sulle verità scientifiche. Pubblicati i link

Scritto da Eleonora Gitto, 24/05/2008

Termovalorizzatore
Termovalorizzatore
"435 ricerche scientifiche internazionali provano un aumento spaventoso di tumori e nascite malformi in prossimità dei termovalorizzatori”.

La notizia, a sorpresa, è stata pubblicata dal quotidiano la Repubblica, venerdì 16 maggio, pagina 90. Un semplice trafiletto che ai più passa inosservato, ma che non sfugge agli attenti lettori che da sempre sostengono la tesi della nocività degli inceneritori.

 

Certo, come ha fatto rilevare Jacopo Fo nel suo blog,  è un fatto straordinario, che la Repubblica decida, se pure in sordina, di smentire sia quanto tutti affermano da tempo per rincorrere la strategia “dell’impiantistica” come panacea del male "rifiuti", sia l’oncologo Veronesi, che ha sostenuto che i termovalorizzatori non sono nocivi.  

A nessuno è sfuggita la grande polemica fra Veronesi e Peppe Grillo. Così come a nessuno è sfuggito che, Grillo per affermare l’esatto contrario dell’oncologo, è stato messo alla gogna da media e stampa.

Ma, probabilmente, anche per il quotidiano nazionale era impossibile ignorare ben 435 ricerche scientifiche che provano la grande pericolosità di questi impianti.

L’ultimo dei 435 studi citati è quello pubblicato dall'Istituto Statale di Sorveglianza Sanitaria francese, sito http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/, citato anche dall’autorevole quotidiano, dal quale si evince che "nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento".

 

Effetto diossina. Foto bimbo di Taranto
Effetto diossina. Foto bimbo di Taranto
"La causa è da imputare all’ emissioni di Diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a "inceppare" uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali”.

 

L’allarme inceneritori è stato dato anche dai Medici Ambientalisti, oncologi,  hanno inviato al Parlamento Europeo una lettera aperta indirizzata ai fratelli Prodi, per emendare il testo proposto dal Consiglio: Linee Guida Sui Rifiuti

Nella lettera si leggeCon questa lettera aperta vogliamo ribadire con forza che l’incenerimento è l’ultimo dei rimedi da adottare nella scala delle priorità per lo smaltimento dei rifiuti. E’ una pratica che inevitabilmente produce sostanze nocive e cancerogene e che non risolve il problema: almeno un terzo della quantità trattata si trasforma in ceneri ( una parte delle quali altamente tossica) che sono a loro volta da sistemare in discariche e finiranno per perdersi nell’ambiente.

Acerra, effetto diossina su ovini
Acerra, effetto diossina su ovini

La combustione provoca, sempre, non la eliminazione ma la trasformazione delle sostanze che si inceneriscono innescando un processo che determina la produzione e l’emissione di sostanze molto pericolose (cancerogene) una per tutte la Diossina ed i suoi congeneri che si accumulano in tutte le fasi del ciclo alimentare. I dati di letteratura scientifica sull’aumento di diossine nei pressi degli inceneritori sono numerosi e preoccupanti, tanto che nella gran parte dei Paesi Occidentali l’incenerimento dei rifiuti non viene più incentivato da tempo. Solo l’Italia ha lasciato tuttora contributi (CIP6, certificati verdi ) per la costruzione di tali impianti avendo equiparato impropriamente ed in contrasto con le direttive europee l’ energia che proviene dal bruciare rifiuti a fonte rinnovabile di energia. Senza tali contributi tutti questi impianti sarebbero in perdita dal punto di vista della produzione energetica e dei costi, e non si dimentichi che le emissioni nell’aria di CO2 e di fumi da combustione contrastano sia con le dichiarazioni del Trattato di Kyoto e soprattutto con il diritto dei cittadini alla salute e ad un futuro sano per le prossime generazioni”

.

 

 

Qui di seguito sono elencati i link di siti scientifici che hanno pubblicato ricerche sulla pericolosità degli inceneritori:

 

- Chemosphere. 2008 Apr 26: Relationship between dynamic change of copper and dioxin generation in various fly ash.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1844284…Pubmed_RVDocSum

- Rev Environ Contam Toxicol. 2007;190:1-41. Dioxin formation from waste incineration. [Department of Environmental Toxicology, University of California, Davis, CA 95616, USA.] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1743233…Pubmed_RVDocSum

- Environ Sci Technol. 2008 Mar 15;42(6):1904-9. Occurrence and profiles of chlorinated and brominated polycyclic aromatic hydrocarbons in waste incinerators. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1840961…Pubmed_RVDocSum

- Chemosphere. 2006 Mar;62(11):1899-906. Epub 2005 Oct 5. Formation of dioxins from combustion of polyvinylidene chloride in a well-controlled incinerator. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1621357…s&dbfrom=pubmed

- Environ Sci Technol. 2002 Mar 15;36(6):1320-4. Formation of PCDDs, PCDFs, and coplanar PCBs from polyvinyl chloride during combustion in an incinerator. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1194468…s&dbfrom=pubmed.

- Environ Health. 2007 Jul 16;6:19. Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy).

Infine, uno studio condotto da Paola Zambon,

 

Acerra, la protesta
Acerra, la protesta

dell’istituto oncologico veneto, registro dei tumori del Veneto: Environ Health. 2007 Jul 16;6:19. Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy): http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1763411…Pubmed_RVDocSum.

 

Lo studio si conclude con queste  parole : CONCLUSION: Our study supports the association between modelled dioxin exposure and sarcoma.

TRATTO DA WWW.ECOSTIERA.IT

 

Postato da: annamaria60 a 21:30 | link | commenti (8)